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Mag 0817

il tempo perso

Pubblicato da Iperio alle 12:32 in Scrittura


Hai mai pensato quanto tempo ti fanno perdere
Le persone invadenti
Chi ti parla di nulla
Chi ti carica dei suoi problemi
Delle sue angosce
Chi tenta di invaderti e penetrarti
Col suo vuoto
Quelli che ti fanno fare anticamera
Le file negli uffici inutili
Quelli che ti scaricano addosso
Quello che non vogliono fare
Gli apparecchi che non funzionano
Gli apparecchi che devi ricaricare
I siti web che non si aprono
Cancellare le mail non desiderate
Chi ti vuole vendere il suo prodotto
Chi vuole convincerti della sua idea
Che poi non è la tua?
Per cui vinci la tua inquietudine
Lascia che solo le cose importanti che scegli
Vivano la tua vita e ti lascino amare.
È duro dire la verità, ciò che provi veramente
Ma se non lo fai, ciò che ami davvero
Non sarà mai tuo.

image by http://www.flickr.com/photos/tonivc/

 

Mag 0812

Vuoi giocare con me a Kakure? parte II

Pubblicato da Iperio alle 12:04 in Scrittura


Ma ora non potete proprio andarvene in giro per il cimitero, disse Enzo, molto deciso.
E perché no? Chiese Cordelia. Senti Enzo, Kri ed io abbiamo fatto un gioco, ho perso e devo pagare pegno.
Pegno? E cosa sarebbe questo pegno.
Niente. Devo darle un bacio. Su una tomba.
Ah. Bè...
Allora, dai, adesso noi andiamo là fuori e tu ci aspetti, poi quando torniamo...
Quando tornate?
Magari do un bacio anche a te.
No. Adesso non si può. Dovete aspettare un po'. Senti, ho una bottiglia di vino, un deliziosa Falanghina del 2003, molto fredda, che ho tenuto in serbo per...
Ehi, ma lo sai che rompi? Dai, spiega perché non ci possiamo andare adesso, al cimitero, intervenne Chistina.
Ho saputo che la polizia vuole fare dei controlli. Qui intorno ci sono un paio di villette, oltre a un piccolo campo nomadi e a un paio di magazzini di rottamazione.
E allora?
Gli abitanti delle villette, si sono lamentati degli zingari, e dicono che a volte quelli, di notte, vengono al cimitero e si rubano lapidi e altra roba.
Ed è vero?
Ma no... e poi ci sono io di guardia, no? Certo gli zingari ruberebbero, o meglio proverebbero a farlo, ma quelli sono superstiziosi, e dicono che nel nostro cimitero c'è lo Strigoi.
Uno Strigoi? E che cavolo è?
Una specie di vampiro. E il suo schiavo, l'abitatore dei morti.
Manuel, che è il capo dei Rom, me ne ha parlato una sera che era un po' sbronzo.

Enzo accese il suo lettore CD: i Ramones, col pezzo Pet Cemetery. Perfetto.
Cordelia e Kri cominciarono a muoversi, ballando e ancheggiando sensualmente, avvolte nei loro lunghi abiti da sera, uno cremisi, e l'altro si raso nero.

Enzo versò il vino e le ragazze continuarono a ballare e a ridere.
Enzo, seduto sulla sua sedia le guardava felice.
Una cosa al di là del vetro sporco e umido guardava loro tre.

A un certo punto Chris si fermò, guardò fuori, e poi si rivolse ad Enzo, afferrandolo per il bavero.
Che cazzo c'è lì fuori, eh? Sono i tuoi amici ladri di tombe, vero? Altro che polizia, ecco cosa copri. Non vuoi che li vediamo vero?

Enzo era arrossito, e balbettava scuse. Come cazzo aveva fatto quella a vederli? Erano due idioti. Avrebbero dovuto passare nel retro, dove c'era il magazzino, caricare tutto in macchina, posare le carriole e gli attrezzi necessari al lavoro e poi andarsene dal cancello posteriore, quello di servizio.
Enzo sperava che le ragazze non lo avrebbero denunciato.
Siamo amici, no? Disse. Sentite, in fondo quelli sono morti. E a me serve arrotondare un po'. Lo sai quanto mi pagano, per questo sporco lavoro? Meno di ottocento al mese, capisci?
Vabbè, disse Cordelia. Però è un reato. E allora se vuoi che stiamo colla bocca chiusa...
Sì?
Ce li devi far conoscere. Come sono?
E che vi frega?
Bè due ladri di tombe... romantici... magari sono belli.
Macchè belli, sono due deficienti.
Vabbè, però li vogliamo conoscere.


Qualcosa si trascinò accanto alla porta della stanza del custode, che dava da una parte sull'entrata principale, dall'altra su un cortiletto interno con un magazzino degli attrezzi dei giardinieri e dei becchini, e dall'altra ancora sul cimitero: una ventina di metri più avanti si ergeva una piccola cappella, e dopo un vialetto cominciavano le lapidi. Alcune vecchie di oltre due secoli.
Qualcuno bussò alla porta. Enzo trasalì, e anche le ragazze.
Apri, disse Cordelia.

Un uomo tutto coperto di fango e terriccio entrò nella stanza, lasciandosi la porta aperta alle spalle.

E così voi siete le sue amiche, le necrofile.
Le necro che? Disse Chris.
Così vi chiama il nostro caro Enzo. Che non voleva ci conoscessimo. Il tipo era alto e magro, moro e con due begli occhi verdi, e un sorriso sicuro.
Vincenzo, piacere.
Nonostante puzzasse di terra, Cordelia gli strinse la mano. Era sudata e sporca e gli piacque.

Le balle che raccontava Vincenzo piacevano anche a Kri.
Si era subito accorta che il ragazzo attraeva entrambe, e la cosa le piaceva. Sentiva la competizione con l'amica, ma non era solo questo. E se con lui ci fossero finite a letto entrambe?

Dal cimitero veniva una corrente umida e fredda, nonostante la notte di Maggio.

Enzo si alzò per chiudere, nervoso e contrariato, ma qualcosa glielo impedì, ricevette una spinta contraria e molto più forte della sua. Pat entrò nella stanza. Era un tipo più alto e robusto del suo socio, ma meno attraente.
Ignorò i presenti, e rivolto al suo amico, disse telegrafico: si sta facendo tardi, dobbiamo andare Vincè.
Enzo era contento.
Cordelia chiese: ma lo Strigoi, lo avete mai visto lo Strigoi?
Chi?


Nel cimitero sono sepolte persone morte nella nostra città ma non cattoliche, spiegò Enzo. Protestati inglesi e tedeschi, soprattutto, ma anche francesi, americani, scandinavi, slavi, persino turchi. E anche diversi romeni.
Per questo, il fatto che i Rom credano che qui da noi è sepolto uno Strigoi, cioè una specie di stregone vampiro dei Carpazi, è un'ipotesi plausibile.
Mai sentito o visto nulla di strano, disse Vincenzo, solo morti tranquilli, lì fuori. Del resto, noi trattiamo solo con morti freschi. A meno che lo Strigoi sia uno sepolto nella parte vecchia, quella monumentale...
Pat era nervoso.
Dobbiamo andarcene, disse. È rischioso stare qui, con la nostra merce in macchina.

Proprio in quel momento bussarono ancora, dalla strada.
Occhi senza più vita li osservavano dalla parte opposta. Vedendoli trasalire, sorrisero.

Polizia, disse forte la voce dalla strada.
Presto, disse Enzo, tutti nel magazzino.

Il custode, diede ai suoi amici un paio di minuti prima di aprire.
I poliziotti erano solo due, e lo squadrarono da capo a piedi.
Dormiva? chiese la ragazza, sarcastica.
Prego? Desiderate? chiese Enzo.
Il suo collega, lo spinse dolcemente da parte ed entrò nella stanza.
Che succede, chiese Enzo. Problemi?
Niente, solo un normale controllo. Ci sono state lamentele.

Lamentele?

Sì, la gente qua intorno...
I Rom?
No, la gente che abita nei dintorni, dice che qui nel cimitero, qualche notte c'è uno strano via vai.
Via vai?
Sì, hanno parlato di certe strane ragazze, vestite da dark, che entrano ed escono. E poi altri movimenti. Avete avuto furti ultimamente?
No, che io sappia.
Maledette spie, pensò Enzo, riferendosi ai vicini. E invidiosi. Di Chris e Cordelia. E di lui.

Violazione di sepolture? O gente strana, necrofili?
Necrofili? No, assolutamente.
Eppure una signora ha riferito di uno strano tizio elegante, che si aggira nel cimitero anche dopo l'orario di chiusura. Molto dopo. La signora lo ha scorto da una delle finestrelle che si aprono sulla strada, dal muro di cinta.
Un tizio elegante? Enzo cadde veramente dalle nuvole. Non sapeva proprio a chi si riferissero. E così la sua meraviglia fu molto credibile.
Possiamo dare un'occhiata fuori? Giusto per sicurezza, chiese la poliziotta.
Certo, aspettate che mi metto il giubbotto e vi accompagno.
Non c'è bisogno, disse il collega maschio.
Facciamo da soli.


Marco era in Polizia da 22 anni e sapeva riconoscere la gente.
Quel tizio, il custode, nascondeva qualcosa. Lui aveva visto subito tutto quel fango in terra, quelle impronte.
Alcune sembravano fresche. Se era così, voleva dire che il ciccione era stato in compagnia, fino a pochi minuti prima. Di chi? Delle ragazze di cui avevano parlato i vicini? Magari solo un paio di deficienti che volevano provare il brivido della trasgressione cimiteriale.
Oppure c'era qualcos'altro? E se qualcuno entrava e usciva da un cimitero di notte aveva sicuramente qualcosa da nascondere.
Necrofili? Satanisti? Trafficanti di cadaveri? Magari ci scappava una bella occasione per essere promossi, e fare bella figura davanti ai colleghi e davanti a Anna, la sua collega.

Mentre pensava, lei gli camminava a fianco, pensierosa, ascoltando distrattamente le comunicazioni che echeggiavano dalla radio portatile.
In realtà stava pensando a suo figlio che si era beccato l'influenza e che stava a casa con la nonna; alle spaventose bollette del gas e dell'elettricità che doveva pagare, ma non sapeva ancora come, e al motorino che da mesi le dava problemi, e non si riusciva ad aggiustare. Venire al lavoro dalla Prenestina coi mezzi pubblici, e coi suoi orari, era assolutamente una barzelletta. Se il meccanico arabo non riusciva ad aggiustarlo, questa volta gli avrebbe concesso un bel rapporto sessuale in cui i protagonisti erano il suo manganello ed il magro didietro del tecnico.
Se solo non fosse stata separata, avrebbe potuto delegare una parte di quei casini al suo uomo. Ma suo marito se n'era andato cinque anni fa, e quelli venuti dopo erano stati solo ombre.


Separiamoci, disse Marco, tu vai di là Alba, verso la parte vecchia. Prova a vedere se ci sono tombe smosse di recente, lapidi scoperchiate, o roba simile.
Qualunque movimento strano e mi chiami. Io mi precipito. Ok?
E tu?
Io voglio esplorare bene la parte nuova. Ho visto delle impronte fresche per terra, poco fa. Una carriola, credo, e voglio seguirle. Non è che hai paura, vero?
Paura? E di che? Sto sola, di notte, al campo santo? Di che dovrei avere paura? Sono una poliziotta no?
E dai. Se preferisci restiamo insieme.
Ma no, lascia stare, scherzavo. Non ho paura, davvero. Non credo a fantasmi e roba simile. E se ci sono ladri di tombe, li prenderemo.
Ok, brava, grazie. Facciamo che tra un quarto d'ora, al più tardi, ci vediamo qui.



Invece Alba aveva paura. Per un attimo pensò assurdamente al film L'ALBA DEI MORTI VIVENTI in curiosa assonanza col suo nome e la situazione che stava vivendo.

Poi qualcosa attirò il suo sguardo.
Vide l'uomo alto ed elegante, dallo sguardo magnetico, in piedi proprio davanti a lei appoggiato ad un sacello a meno di tre metri, e per poco non urlò.
Fermo, gli disse invece con freddezza, non muoverti.
Quello sorrise e scomparve.
Doveva aver perso i sensi. Uno non può scomparire così. All'improvviso. Oppure e era un'allucinazione. Una specie di Dracula il Vampiro che ...
Si accorse che la radio era spenta. Voleva chiamare Marco, e la centrale, chiedere rinforzi. Ma l'aggeggio era come morto. Prese il cellulare personale ma pure quello era spento. Afferrò la pistola con entrambe le mani.

 

(continua)


Nello sgabuzzino, l'odore di chiuso e di marciume era insopportabile ed eccitante. Almeno per Cordelia, che, al buio, si era ritrovata proprio stretta stretta a Vincenzo.
Poco distanti, Chris era silenziosa e spiava ogni respiro dell'amica, pensando alle mani del ladro di tombe che si insinuavano sotto il vestito cremisi.
Pat invece borbottava bestemmie e avrebbe voluto trovarsi già molto distante da lì. A casa sotto le coperte, col respiro di sua moglie vicino, e il pigiama morbido addosso.

words coyright by www.iperio.net

image copyright by http://www.flickr.com/photos/22358042@N06/

 

 

 

Mag 08 8

vuoi giocare con me a Kaure?

Pubblicato da Iperio alle 12:50 in Fotografia, photo, Scrittura


a 1039

La notte che Cordelia sognò Funke era di Maggio.
La sera prima la sua amica Christina le aveva mandato un sms. "vuoi giocare con me a Kaure? Kaure si gioca così. Io ti mando un sms con 5 parole, 3 sostantivi e 2 verbi che iniziano con k a u r e; se vuoi puoi usare la K come se fosse un jolly. Tu devi scrivere una storia lunga come un sms con le mie 5 parole e mandarmela. Hai 5 minuti."
E se non riesco?
Devi fare penitenza.
Che penitenza?
Devi darmi un bacio.
Dove?
Di notte. Al cimitero.
Sdraiata su una tomba, quella con l'angelo piangente.
E se ci riesco?
Mi sdraio io e tu mi baci.

A Cordelia piaceva baciare Christina, e l'idea di baciarla sdraiata su una tomba, di notte, le dava un brivido perverso tra le scapole.
Manda le parole.

Africa utero ronzare enfatizzare e dolore.

In una sera d'africa daniel mi prese con tutta la sua enfasi ma il dolore dell'utero mi fece ronzare la testa, e così gli tagliai la gola con un rasoio.

Non male, ma hai usato enfasi, che è sostantivo, invece di enfatizzare, che è verbo.
Sei la solita somara.
Bocciata.

Come vuoi che mi vesta, per il bacio?
Con quel bel vestito rosso. E poi lo togli e lo usi per sdraiartici sopra.
Nuda?
Naturalmente.
Sei perversa. A me piacciono i ragazzi.
Cordelia, a te piace baciare chiunque.
Va al diavolo.
Non dire ste cose. Che poi lo incontriamo al cimitero.

Christina, cazzo è Kaure? Giapponese?
No. Mi è venuto in sogno Funke, e me lo ha insegnato lui.

Capito.

A domani.

Christina conosceva bene Enzo, che faceva il custode di notte del cimitero. Era un simpatico ciccione occhialuto, e per lei avrebbe fatto qualsiasi cosa. Quando a 16 anni le era presa la mania dei morti, dei cimiteri e dei vampiri, Enzo si era dimostrato molto utile.
Anche lei avrebbe fatto qualsiasi cosa ad Enzo, pur di entrare di notte al cimitero, ma Enzo, poveretto, osava chiedere solo di poterle parlare, ogni tanto, al telefono, o via sms.
E poi gli mms. I primi tempi, lei glieli mandava molto castigati. Ritratti gotici, smorfiette, linguacce.
Molto tempo dopo gli aveva mandato l'ombelico, le gambe, le ascelle.
Lui aveva una passione per le sue ascelle.
Era solo un ragazzo timido, e pauroso. Ma gli facevano paura solo le donne. I morti non gli facevano né caldo né freddo.
E nemmeno i ladri di tombe.
Pat e Vincenzo gli allungavano belle mazzette per potersi portare via qualche corpo, ogni tanto. Dicevano di essere studenti, ma secondo Enzo vendevano la refurtiva a chissachi.

Erano passati molti anni.

Christina era cresciuta, e con lei la sua malata passione per le pose lugubri e macabre, per l'oscurità gotica delle notti che sapevano di terra gonfia d'acqua e marcia.
Quando Christina si era portata Cordelia, la prima volta, a Enzo era quasi preso un coccolone.
Si era innamorato.
Ma a Cordelia rompeva le palle l'idea del ciccione che di notte, al suo posto al cimitero, rischiava di diventare cieco guardando i suoi mms. O anche quelli di Christina.

E così gli si negava.

Ma quella notte, quando si presentarono all'improvviso davanti alla porta di ferro del campo Santo, la rossa Chri disse alla bruna Kor di non fare la solita stupidina col pancione.
Ma mi fa schifo!
Devi solo essere gentile.
Mi viene voglia di dargli un calcio tra le disutili.
Che ne sai che non le usa?
Non con donne, almeno, e sicuramente non con donne vive. Cioè calde.
Vuoi dire che...
Ma dai, guardalo in faccia. Ne sono certa.
Sei proprio una devastante inoculazione serpentina.
Cioè una stronza?
Esatto.

(continua)

Tra le fredde lapidi qualcosa strisciò inarcandosi fino a drizzarsi lentamente simile ad un baco enorme, grasso e mistilineo.
Enzo era davanti al suo pc, vicino alla finestra della sua stanza di custode.
Quel giorno compiva trent'anni, e avrebbe voluto festeggiare alla grande.
Quando le ragazze suonarono al citofono, si disse che dio non avrebbe potuto mandargli un regalo migliore.

(colonna sonora: beyond the realms of death, Judas Priest, dal vivo)

a 1033

words and images copyright by Iperio

Apr 0817

Il Corvo di David Van de Sfroos

Pubblicato da Iperio alle 12:58 in Musica, Poesia, Scrittura


Image copywright by Crowolf

(la bambina dai piedi di corrvo) Crow's feet

 

Io sono il corvo

Io sono il corvo

Sono soltanto il corvo e oggi canterò

Sono soltanto il corvo e oggi canterò

Io canto la mia presenza che ricorda anche la tua

Io canto la mia resistenza là dove la terra è dura

Non mi concedo al tocco del vivo e non mi fermo davanti al morto,

prendo tutto dalla terra proprio come fate voi

e se prendo dal vostro campo, prendo quello che lei vi ha dato

e se ho preso dal vostro corpo è perché lui era finito

prendo quello che avete ucciso e pulisco il non seppellito,

non sono io la causa, non sono io il fato,

non sono io il giudice, non sono il soldato.....

sono soltanto il corvo e oggi cantero',

sono soltanto il corvo e anche oggi canterò...

anche io sono fatto di sole e di aria sopra le cose,

anche io ho un bacio che non ferisce ...uno sguardo che non marcisce...

questo mio canto non porta timore, questo mio canto non serba rancore,

sono soltanto il corvo e oggi ho cantato

sono soltanto il corvo ma oggi ho cantato,

io canto da corvo perché sono qua,

io canto da corvo perché mi va......

sono soltanto il corvo......sono soltanto il corvo....

 

parole copywright by David Van de Sfroos www.davidvandesfroos.com

 

Apr 0814

Perchè tutti credessero

Pubblicato da Iperio alle 12:00 in Attualità, Fotografia, photo, Libri, Scrittura, Società, arte


 

Image By Rita

Words by www.iperio.net

 

 

 

  • - Non si può fumare qui, osservò Monsignore...
  • - Ah. No, eh?
  • - E poi rischia di mandarmi a fuoco tutte le carte e lo studio, Wassermann.
  • - Se mi ha mandato a chiamare ci sarà pure un motivo Mon.
  • - Certo. Immagino che lei conosca i termini pedofilia e internet e blog.
  • - Sì. Ovviamente.
  • - Bene. In questo momento la Chiesa sta cercando faticosamente di rilanciare un'offensiva contro l'immoralità del mondo. L'aborto, il divorzio, la libertà sessuale, tutti temi sui quali ci troviamo più d'accordo con altre religioni, col mondo musulmano più che con i governi degli Stati Uniti d'America o con l'Europa. Ma per portare avanti questo discorso dobbiamo mantenere una credibilità nei confronti delle masse cattoliche. E di quanti sentono crescente un bisogno di spiritualità.
  • - Capisco.
  • - Ci sono degli elementi pericolosi, dei devianti persino all'interno delle gerarchie cattoliche. Preti omosessuali, pedofili, che usano le loro funzioni di educatori unite con mezzi moderni come internet, per soddisfare le loro manie innaturali.
  • - Purtroppo è così. Forse lo è sempre stato.
  • - Forse no. Forse in passato c'era più fede e maggiore capacità di cercare l'imitatio Christi. Comunque l'ho chiamata per indagare su un caso particolarmente grave.
  • - Mi ha chiamato per un caso di sacerdote pedofilo? Ma non potete occuparvene voi? Io sono un poliziotto.
  • - Appunto. Ma il caso in questione è particolare. Non è solo un pedofilo, è un violento. Potrebbe avere ucciso alcune delle sue vittime. Usa un pc portatile che non è possibile individuare e cellulari con carte clonate, o internet point pubblici. Non si fa beccare mai. La polizia postale italiana e persino i servizi sono sulle sue tracce da quasi un anno. Ma vogliamo trovarlo prima noi. Lei Wasserman.
  • - Sicuro sia un prete?
  • Sì, ne siamo certi.
  • E poi che devo fare?
  • - Consegnarlo alla giustizia.
  • - Pensavo eliminarlo.
  • - Non siamo mica nel medioevo. E poi anche nel medioevo c'erano giudici e giustizia.
  • - E forche molto efficienti. E ruote di tortura e ...
  • - Basta. Vogliamo quell'uomo e vogliamo processarlo noi, qui in Vaticano.
  • - Che sappiamo di lui. Lo chiamerò Giuda, per comodità.
  • - Giuda? Veramente poco originale. Non mi piace.
  • - Voi come lo avete chiamato?
  • - Homo 187.
  • - Orrendo. Sembra una sigla nazista. 187 è il numero di casi di pedofilia che...
  • - 187 come i voti favorevoli del parlamento spagnolo alla legge appena approvata sulle nozze gay.
  • - Gli spagnoli un tempo erano un popolo di maschi capaci di scacciare i marocco in africa. E adesso si sono ridotti a una massa di finocchi.
  • - Lasci perdere la retorica machista, Wassermann. Non mi interessa. Quello che è importante è portare avanti una strategia coerente... quello che ci interessa è la religione, non i pregiudizi maschilisti.
  • - Cosa sappiamo del tipo?
  • - Homo 187 è facoltoso, esperto di informatica e di comunicazione. Non giovanissimo. Molto colto, cultura non solo religiosa di cui sa fare sfoggio. Deve essere qualcuno abbastanza importante ... un parroco, almeno. E' di Roma, lo sappiamo, o almeno vive a Roma. Adesca giovani o possibilmente giovanissimi. Maschi e femmine indifferentemente, ma giovanissimi, le sue tre vittime sicure sono due ragazzine e un maschio. Tutti sugli 11- 12 anni.
  • - Prepuberali.
  • - Assolutamente. Ma sospettiamo che ne abbia fatti fuori altri. Da quello che si sa avvicina le vittime mediante dei blog. Diventa amico, si scambia mail e poi il numero di cellulare... ha violentato una dozzina di bambini, quello...
  • - Un fottuto mostro...
  • - Deve fermarlo al più presto Wassermann. Presto.
  • - Una sola domanda, Mon: io che ci guadagno?
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