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Set 0810

Ore nove e trenta, inizia a Ginevra l'esperimento del CERN

Pubblicato da Iperio alle 09:28 in Scienze



Black Hole Sun, originally uploaded by marc50.

Il mondo visto dalla metropolitana alle sette e trenta del mattino è una fotografia piatta e sfocata di facce ancora imbrigliate sulle sponde del lago del brontolio.
Il brontolio del nostro inconscio che non vuole accontentarsi della superficie e sfoglia il manuale del Sistema, senza trovare la pagina che cerca.
Un signore scorre il suo giornale che man mano cede particelle di inchiostro sui suoi polpastrelli e protrude uno sguardo sbilenco sul mio: ha letto? Mi fa. Quell’esperimento a Ginevra. Vogliono rifare il Big Bang.
Sì ho letto.
Secondo me, continua, è pericoloso. Il Big bang è stato una grossa grossissima esplosione no?
Sì.
E allora che senso ha provare a rifarla qui sulla terra?
Non è proprio così, interviene una ragazzo.
Cioè? Vuoi dirci che significa allora?
Così su due piedi non so spiegarlo, ma è solo un esperimento scientifico ben controllato, accelerano delle particelle per studiare certi effetti. Secondo me sanno già che risultato vogliono ottenere.
Sì, di far saltare tutto. Qui dice che c’è pure una profezia di Nostradamus che ha scritto: «Fuggite, fuggite da Ginevra, Saturno cambierà l’oro in ferro».
Ma andiamo che c’entra? Interviene una ragazza. Intanto Nostradamus non ne ha mai azzeccata una. Ed ha scritto uno di quei classici libri, le sue Centurie, in cui uno può leggere tutto e nulla. È come la Bibbia o un discorso di Berlusconi: peschi una frase a caso e puoi leggere tutto e il contrario di tutto.
Lei si vede che ha la mente ancora in mezzo al nulla signorina, replica il signore anziano. Intanto Berlusconi e la Bibbia sono cose su cui sarebbe meglio non scherzare. E lo stesso vale per gli esperimenti di questi scienziati: loro vogliono solo due cose. Condurre i loro assurdi esperimenti e diventare famosi. E non gli importa nulla se…
Guardi che è lei, e tutti quelli come lei che avete il cervello nullificato. Se fosse per gente così il medioevo non sarebbe mai finito e a quest’ora invece che su una metro saremmo in fila sui campi a gettare merda per concimare i campi, replica lei.
Hai ragione, ben detto, continua il ragazzo. Il mondo ha bisogno di gente che porti avanti le proprie idee e esplori nuovi territori. In Italia ormai siamo tornati indietro di trent’anni in un paio di stagioni, da quando….
Trent’anni? Ma se non avete nemmeno quell’età, replica il tizio più conservatore. Che ne sapete voi di quello che era trent’anni fa? Non c’era neanche la tv a colori…
Veramente c’era, intervengo. Comunque, dico per stemperare gli animi, sicuramente non succederà niente, però immaginate se invece dicessero che l’esperimento ha avuto effetti collaterali imprevisti, tipo che si sta formando un buco nero e tra cinque sei anni inghiottirà la terra.
Fantastico, dice il signore anziano. Lei crede veramente che possa accadere?
No, dico solo per dire. Lei che è più anziano, che pensa che succederebbe?
Guardi che avrò al massimo una quindicina di anni più di lei… comunque penso che innanzitutto avverrebbe uno spaventoso aumento dei prezzi per via degli inevitabili accaparramenti di beni alimentari e preziosi. E questo scatenerebbe violenze e rivolte. E probabilmente delle guerre.
Una bella prospettiva, dice la ragazza. Io me ne andrei in Africa. Voglio fare la fotografa e vorrei vedere la parte del mondo che più mi affascina. Mio padre ha lavorato a Dakar dall’89 al 96 ed ha ancora il mal d’Africa: ne parla sempre con nostalgia e mi mostra spesso le sue foto e i video.
Io invece mi vorrei godere la vita, e penso che è quello che farebbero tutti, altro che guerre e rivolte. Se dobbiamo morire, meglio ballando no? Il ragazzo fa un cenno di saluto alla ragazza e a me e scende. Siamo al Colosseo.
Si alza anche il signore anziano e prosegue con enfasi. Io ho tre figli, il più grande è sposato e ha due nipoti. Cioè mi ha dato due nipotini. Io spero che non succeda niente, ma se accadesse, andrei proprio a cercare quei maledetti scienziati, e forse sarebbe il caso di farglielo capire prima che è pericoloso giocare a fare dio, prima che accada l’irreparabile.
Getta uno sguardo freddo alla ragazza e mi saluta con un cenno vago, dalle dita sporche, mentre scende.
Mi alzo anche io: scendo a Termini.
Cosa studia, chiedo alla ragazza.
Medicina, sono al terzo anno, ma in realtà mi piace la fotografia. Però mio padre, che lavora in una ditta di costruzioni, vuole assolutamente che mi prenda una bella laurea. Che palle.
Bè, probabilmente ha ragione, una laurea è indispensabile ormai. Sempre che il mondo duri ancora un po’. Sorrido.
E lei che lavoro fa, mi chiede lei.
Un lavoro noioso, rispondo scendendo.

Sono le sette e trentasei, il cielo è livido e la temperatura niente male.
Tra meno di due ore a Ginevra inizia quell’esperimento e io nel frattempo ho quasi finito di scrivere questa roba sul mio pc.

Ago 0625

Plutone, che nome dare ai nuovi mini pianeti?

Pubblicato da Iperio alle 10:35 in Scienze


I giornali e il gergo degli astronomi li chiamano nanopianeti.

DA IERI SONO, OLTRE AL VECCHIO CARO PLUTONE, ANCHE CERERE, CARONTE E XENA, LA SECONDA CATEGORIA DI OGGETTI DEL SISTEMA SOLARE.

nanopianeti.

Che nome orrendo!

  • innanzitutto mi chiedo, se il termine non vedente e non udente hanno da tempo sostituito quello di cieco e sordo, non sarebbe corretto levare di mezzo anche il termine nano?
  • inoltre dato che ci sono già stelle nane, e per di più di vari colori, gialle, brune, bianche e rosse, si rischia di generare confusione.
  • infine, poichè il termine nano rischia l'idea di suggerire una deformità, sussisterebbe il problema di capire cosa sia un pianeta normale. La Terra con la sua atmosfera, le sue acque e la vita straordinaria è normale, o un caso fortuito, o un miracolo divino, o una mutazione inquietante rispetto a un universo perlopiù non vivente? se nla Terra è pianeta normale, Giove diventa un gigante gassoso, e Marte un pianeta morto.

Direi quindi che il termine nanopianeta (che orecchia tanto termini che piacciono ai tecnici come nanosecondo) o peggio ancora pianeta nano non è adatto alla nostra lingua.

Mini pianeta è pratico, ma inflazionato, ricorda mini gonne ed auto di piccole dimensioni.

Ancora peggio pianetino, che ormai è in uso per gli asteroidi maggiori, come Cerere, che però sarebbe ormai anche lei al pari di Plutone un pianeta nano.

Orrida la tentazione papacalcistica di utilizzare il termine pianeti di serie A, B eccetera, come pure una definizione paraautomobilistica classe A, B, C...

Pianetoidi, o planetoidi, ricorda troppo androidi e droidi e quindi un qualcosa di artificiale e quindi potrebbe attagliarsi meglio a futuri pianeti artificiali costruiti dall'uomo o da altre razze aliene.

Planetastri, a parte sembrare peggiorativi come fratellastro o ziastro, rischia di sembrare un incrocio tra pianeta ed astro.

Pianetucci non ne parliamo.

Che resta?

Se ci appelliamo alla Mitologia, vediamo che Plutone, Caronte, Cerere, e Proserpina (o Persefone, nome ufficiale che dovrebbe essere dato a Xena) fanno tutti parte del ciclo dei miti Ctoni: PLutone o Ade, dio degli Inferi, il luogo ove le anime dei morti sono traghettate da Caronte dopo la morte, rapisce Proserpina, per farne la sua sposa.

Furente, sua madre Cerere la dea della terra e dei raccolti, rende infruttuosa la terra, finchè gli dei, preoccupati per la fine dell'umanità e del mondo, mediano tra la Terra e l'Inferno:Proserpina, la Primavera, passerà sei mesi di bel tempo con la madre e sei mesi di freddo e gelo col marito.

Un idea elegante sarebbe quindi quella di chiamare pianeti Ctoni o Inferi, quelli appartenenti alla nuova categoria, e pianeti Olimpici gli altri.

Ricordo infine che dal 24 agosto le tre categorie di corpi che ruotano intorno al sole sono le seguenti:

1) pianeti: orbitano intorno ad una stella, non sono nè una stella, nè un satellite, hanno massa sufficente a consentire una forma sferica e ad avere un orbita sgombra.

2) pianeti nani: hanno forma sferica, ma differirebbero dai precedenti per non avere l'orbita sgombra da altri corpi.

3) piccoli corpi spaziali: hanno forma e orbita  irregolare e non sgombra.

Ago 0617

Nasce una nuova categoria di Pianeti, il genere Plutone

Pubblicato da Iperio alle 13:21 in Scienze


E' di queste ore la notizia data ieri dallo IAU della nuova definizione di pianeta del tipo Plutone, che verrà approvata dall'Assemblea Generale del IAU riunita a Praga tra il 14 ed il 25 agosto 2006, e che potete leggere per intero qui: http://www.iau2006.org/mirror/www.iau.org/iau0601/iau0601_release.html.

Plutone

C'era la possibilità che Plutone venisse declassato da pianeta a oggetto spaziale di minore dignità, ma gli scienziati sembra abbiano preferito mantenere il suo status e farne anzi una nuova categoria planetaria: era infatti evidente che il minuscolo pianeta ghiacciato situato ai margini del sistema solare era cosa ben diversa da un Giove o da un Saturno, enormi e gassosi.

Ma anche da un Marte, già molto più grande e simile alla Terra.

Il problema che si pone è sostanzialmente questo: quanto piccolo può essere un oggetto spaziale che ruota attorno a una stella per essere definito pianeta?

La bozza che viene discussa allo IAU due condizioni dovranno essere soddisfatte da un oggetto cosmico per essere definito pianeta: essere in orbita attorno ad una stella, senza essere una stella esso stesso (come nel caso delle stelle doppie); secondo, essere abbastanza grande, o meglio avere una massa abbastanza imponente per la propria gravità da tendere ad una forma quasi perfettamente sferica.

Pianeti con massa di circa 5x10²° kg e diametro maggiore di 800 km dovrebbero normalmente avere i requisiti richiesti, ma in tutti i casi borderline verrà presa una decisione specifica.

Se la risoluzione richiesta passerà i pianeti nel nostro sistema solare saranno 12: Mercurio, Venere, Terra, Marte, Cerere, Giove, Saturno, Urano, Nettuno, Plutone, Caronte e  2003 UB313, il cui nome è ovviamente provvisorio e verrà deciso in una occasione diversa.

La definizione di pianeti del genere plutone dovrebbe essere applicata a quei pianeti la cui orbita attorno al sole necessità di più di 200 anni per completarsi, ovvero tutti quei pianeti che orbitano al di là di Nettuno.

I plutoniani hanno tipicamente un'orbita più inclinata rispetto ai pianeti classici e tutt'altro che perfettamente circolare: tecnicamente hanno un'ampia inclinazione orbitale, e una grande eccentricità orbitale.

Queste definizioni sono importanti non solo sotto il profilo statistico, ma anche scientifico, in quanto suggeriscono un origine diversa da quella dei pianeti classici.

Dall'antichità all'era galileiana del telescopio, i pianeti erano stati sette, concepiti come qualcosa di perfetto e diverso dalla materia della sfera terrestre, e comprendevano il sole e la luna, una stella e un satellite; lo spazio, di forma sferica, conteneva una dentro l'altra una serie di sfere più piccole, con al centro la Terra. Quest'ultima era concepita come solida e fissa, mentre le stelle, fori luminosi posizionati sulla superficie dell'involucro più grande, si muovono di moto circolare giornaliero. Per spiegare i tre diversi movimenti del Sole, invece, supposero che la sfera su cui poggiava seguisse un modello più complesso: oltre al moto giornaliero, doveva essercene anche uno stagionale in senso contrario di 360° l'anno, e uno annuale dato da una particolare inclinazione dell'asse della sua sfera. Il resto dei cosiddetti "cieli", ospitavano ciascuno uno dei cinque pianeti allora conosciuti: Mercurio, Venere, Marte, Giove, Saturno. In base alle osservazioni compiute sui loro moti, venne stabilito che gli ultimi tre, per la loro lentezza, dovessero trovarsi al di là della sfera solare.

Questo era sommariamente il sistema astronomico concepito dal pensiero greco da Aristotele a Tolomeo.

Entrato in crisi già con Copernico, questo sistema tramontò definitivamente con l'uso del telescopio che fornendo particolari sempre più precisi dei pianeti e del satellite vicini alla terra, li rese meno esoterici; ma solo verso la fine del settecento veniva scoperto un nuovo pianeta ignoto al sistema classico, Urano.

Urano, il primo pianeta scoperto in tempi moderni, fu scoperto da William Herschel mentre stava sistematicamente scandagliando il cielo con il suo telescopio il 13 Marzo 1781. Il pianeta era stato osservato anche prima, ma era stato ignorato perché scambiato con una stella (la prima osservazione registrata risale al 1690 quando John Flamsteed lo catalogò come 34 Tauri). Herschel lo chiamò "the Georgium Sidus" (il pianeta giorgiano) in onore del suo patrono, il re George III d' Inghilterra; altri lo chiamarono "Herschel". Il nome "Urano" fu proposto per la prima volta da Bode seguendo la tradizione di attribuire ai pianeti nomi della mitologia greca, ma questa denominazione non entrò in uso prima del 1850.
Nettuno nel frattempo veniva scoperto nel 1846 e quasi un secolo dopo Plutone, nel 1930.

Cerere era finora considerato il più grande asteroide conosciuto, scoperto già nel 1801 da Palazzi.

Caronte  è il doppio di Plutone, fu scoperto dagli astronomi Jim Christy e Robert Harrington per mezzo del riflettore da 155 cm sito nella stazione osservativa di Flagstaff dello U.S. Naval Observatory, nel 1978. Considerato il suo satellite, dovrebbe essere in realtà un pianeta doppio.

Il 21 ottobre 2003 è stato scoperto  2003 UB313, mentre Quaoar e Sedna si sono dimostrati più piccoli di Plutone.

Il pianeta Xena, noto ufficialmente come 2003 UB313, è stato battezzato con il nome della principessa guerriera dell'omonima serie televisiva. La sua luna Gabrielle prende il nome dalla compagna di viaggio di Xena nella serie TV, che nella versione italiana è stata ahimè ribattezzata Olimpia.

La coppia vive oltre Plutone in una fascia nota come Cintura di Kuiper, una regione della galassia che ospita comete, asteroidi e altre rocce spaziali.

Ricordiamo infine che nello spazio esterno sarebbero stati scoperti sinora altri quattro sistemi solari e circa 63 pianeti che orbitano attorno ad altre stelle.

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