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San Bettino Craxi e altri racconti

Mercoledì 8 Febbraio 2012, 13:24 in Scrittura, satira di

Un impasto di verità che si condensano, si negano, si intersecano e cantano, giocano nel mentre sorridono, si dissolvono nel mentre si accendono di significati nascosti o imprevedibili.Questa, per dirlo con le parole di Alberto Bevilacqua, la raccolta di Dante Maffia "San Bettino Craxi e altri racconti".

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Venerdì 10 febbraio, alle ore 18.00, presso la sala Di Liegro di Palazzo Valentini, in via IV Novembre 119/a, si terrà la presentazione del volume di Dante Maffia San Bettino Craxi e altri racconti (Edilet, Edilazio Letteraria, pp.300, brossura, euro 14, prefazione di Alberto Bevilacqua).All'evento, oltre all'autore del libro, interverranno: Carmine Chiodo, Professore di Letteratura italiana moderna e contemporanea all'Università "Tor Vergata" di Roma; Rocco Paternostro, Professore di Letteratura italiana all'Università "Sapienza" di Roma; Giorgio Taffon, Professore di Letteratura teatrale italiana all'Università "Roma Tre"; Aldo Onorati, scrittore e critico letterario; Marco Onofrio, scrittore, critico letterario e direttore editoriale di Edilet. Durante l'incontro si parlerà anche di La donna che parlava ai libri (Edilet, Edilazio Letteraria, pp. 198, brossura, euro 12 - dicembre 2010), precedente raccolta di Dante Maffia.

Un impasto di verità che si condensano, si negano, si intersecano e cantano, giocano nel mentre sorridono, si dissolvono nel mentre si accendono di significati nascosti o imprevedibili.Questa, per dirlo con le parole di Alberto Bevilacqua, la raccolta di Dante Maffia "San Bettino Craxi e altri racconti". Attraverso lo sguardo attento e sensibile di Leonida - protagonista della silloge e suo filo conduttore - Maffia va dritto al cuore della realtà e in fondo all'animo umano; di questo indaga le contraddizioni, i pensieri inconfessabili e inconfessati, gli impeti di rabbia e i momenti di dolcezza, mentre di ciò che lo circonda coglie l'essenza, la precarietà, il costante fluire per cui spesso si finisce per dimenticare ciò che quotidianamente si perde o si mette da parte.  "Da tempo lo assaliva una curiosità: dove andavano a finire i colori della natura? Dove si rifugiavano? E dove finivano le parole degli uomini pronunciate in treno, per strada, nei bar? Quella sì che sarebbe stata una collezione fantastica e unica, da sbalordire qualsiasi collezionista, anche il più pretensioso e maniacale". Con uno stile diretto, vigile e limpido, ricco di acume e di ironia, e con un linguaggio capace di attraversare tutti i registri - dall'aforisma, all'affermazione caustica, alla poesia - Maffia recupera in questi racconti ogni briciola di esistenza, le minuzie più sottili, le verità più inaspettate e, così facendo, le salva, sottraendole alla perdita della memoria e al vuoto dell'indifferenza.E a volte può bastare un nome, una suggestione, un piccolo quadretto di vita quotidiana o un volto noto (come quelli di Mike Buongiorno, di Maurizio Costanzo, del Colonnello Gheddafi, di Aldo Moro o di Fausto Coppi) a innescare la narrazione o ancora, semplicemente, il desiderio di scuotere il lettore, di spiazzarlo, sorprenderlo e persino disorientarlo.Ciò che ne viene fuori è un riuscito ritratto della nostra epoca, tenero a volte, spesso disincantato al limite del cinismo, ma sempre profondamente umano, anche quando prevale un certo spirito goliardico e dissacrante: "San Bettino Craxi suona bene; funzioneranno anche le figurine con la sua immagine. Era molto fotogenico".

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La donna che parlava ai libriDante Maffia(Edilet - Edilazio Letteraria, pp. 198, brossura, euro 12  - dicembre 2010)

"La follia è scrivere libri brutti, anzi, come diceva Oscar Wilde, quella di scrivere male e senza intaccare la carne e il sangue della parola con il bisturi o con l'accetta".

DALLA PREMESSA DELL'AUTORE

Può un libro far innamorare della vita, della letteratura e scatenare nel lettore un godimento conturbante? Sì, se chi scrive è un bibliofilo; anzi, un bibliomane. Singolare percorso di narrazioni nel mondo letterario, reale e immaginario, La donna che parlava ai libri è un succedersi di divagazioni e di recensioni fittizie, una riflessione - o meglio il palesarsi di un'ossessione - intorno all'oggetto libro, che diviene, di volta in volta, persona, fantasma, sogno, motivo di desiderio erotico e di pulsioni conflittuali, a tratti sadiche e perverse, comunque fisiche. Storie strane, sospese, metafisiche forse anche deliranti, quelle raccontate da Maffia in questa raccolta dove i libri diventano "frammenti di un discorso amoroso" (per usare un'espressione di Roland Barthes) e la parola, traboccante di vita e di sentimento, viene restituita alla sua libertà e ricchezza; ripulita dalle scorie e dalle incrostazioni di un uso sbagliato e consumistico, ritorna vergine, evocativa e polisemica, capace ancora di rappresentare l'uomo nella sua totalità. La donna che parlava ai libri è insomma un'opera intensa, generosa, piena di passione, da leggere con complicità e per riscoprire lo straordinario e misterioso potere delle parole. 

 

Dante Maffia è nato a Roseto Capo Spulico (CS), nella Sibaritide. Si è laureato in Lettere all'Università di Roma. È saggista, poeta, narratore e giornalista. Collabora come critico con le maggiori riviste letterarie. Ha pubblicato oltre 40 volumi tra poesia, narrativa e saggistica e numerosi scritti monografici sui grandi pittori e scultori contemporanei. Ha vinto decine di premi a livello nazionale e internazionale. Nel 2004 il Presidente della Repubblica Ciampi lo ha insignito della medaglia d'oro alla cultura.  Per maggiori informazioni: www.dantemaffia.com / www.edilet.it

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