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LA CINA COMPRERA' L'EUROPA?

Mercoledì 8 Febbraio 2012, 02:51 in Attualità, segnalazioni di

Un incontro da non perdere, alla presenza, tra gli altri, dell'Ambasciatore della Repubblica Popolare Cinese in Italia Ding Wei, del Sindaco di Roma Capitale Gianni Alemanno e del Direttore responsabile dell'Agenzia Giornalistica Italia Roberto Iadicicco.

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La Cina sta considerando un maggiore
coinvolgimento nel Meccanismo Europeo di Stabilità e nel Fondo Europeo
di Stabilità Finanziaria, ma non ha nessuna intenzione di "comprare"
l'Europa: lo ha dichiarato il premier cinese Wen Jiabao in occasione della visita in Cina del Cancelliere tedesco Angela Merkel. L'Unione
Europea rappresenta per la Cina il primo partner commerciale e Pechino
segue da vicino la situazione della crisi del debito pubblico
dell'Eurozona.
  "Stiamo valutando la possibilità di impegnarci maggiormente sul Fondo
 Europeo di Stabilità Finanziaria, ma le ipotesi su un ulteriore
 sostegno sono ancora allo studio" ha detto Wen, senza dichiarare
 esplicitamente nessun impegno finanziario. Il Gigante asiatico non ha
 né le possibilità né l'intenzione di "comprare l'Europa", ha aggiunto
 il premier cinese. "La Cina vuole cooperare con i Paesi dell'Eurozona
 per dare loro un supporto nella lotta alla crisi del debito. Alcuni
vedono il tentativo da parte di Pechino di comprare l'Europa, ma ciò è
 del tutto lontano dalla realtà".
 "Ritengo difficile oggi parlare di un ruolo di Pechino nel FESF.
Non solo non è semplice, ma forse non è neanche più necessario perché
il quadro europeo sta migliorando", dice ad AGI LORENZO STANCA,
managing partner del fondo Mandarin, che interverrà come relatore alla
conferenza "EUROPA-CINA: LA VIA DELLA SETA DEL NUOVO MILLENNIO" in
programma per L'8 FEBBRAIO presso il MUSEO DELL'ARA PACIS DI ROMA. Le
ragioni? "E' complicato - aggiunge - per un paese terzo avere un
 coinvolgimento nel fondo di salvataggio europeo. Entrare nei
 meccanismi europei è complesso, e a mio avviso la mano tesa di Pechino
 resterà nel campo dei proclami generici".
 Circa un quarto delle immense riserve cinesi in valuta estera -stimate
 in 3200 miliardi di dollari- sono già investite in titoli denominati
in euro. Ma nonostante alcuni investimenti in Europa - come
l'acquisizione di una forte quota della società energetica portoghese
 EDP da parte della cinese Three Gorges Corp- , le autorità di Pechino
> si sono finora mostrate restie ad un maggiore impegno.
 Mesi fa si era parlato di un possibile investimento del China
 Investment Corporation (Cic, il Fondo Sovrano cinese) in
 infrastrutture europee. Indiscrezioni avevano fatto emergere l'ipotesi
 di un'acquisizione da parte del Cic di quote del debito pubblico
 tricolore. Oggi qual è la tesi più accreditata? "I cinesi sono
 pragmatici, e in un quadro che va migliorando l'ipotesi di
investimenti cinesi di minoranza in aziende europee, e quindi anche
> italiane, è senz'altro verosimile", ha riferito Stanca.

Nel 2012 - anno lunare del Drago - si assisterà a un importante
 ricambio della leadership cinese. L'amministrazione Hu Jintao-Wen
 Jiabao cederà il passo ai leader della quinta generazione. In un mondo
 sempre più interdipendente, ogni azione cinese genera effetti nel
resto del globo, in un crescendo di dinamiche che non hanno precedenti
 nella Storia. Dopo le voci su un possibile soccorso all'euro da parte
 della Cina e l'appello rivolto dal premier cinese Wen Jiabao ai leader
 europei a "prendere qualsiasi misura possibile per contenere la
 crisi", da più parti ci si interroga sul futuro degli investimenti
 cinesi in Europa.
 GIANNI ALEMANNO, Sindaco di Roma, DING WEI, Ambasciatore della
 Repubblica Popolare Cinese in Italia, ROBERTO IADICICCO Direttore
 responsabileAGI, SUISHENG ZHAO, editor del Journal of Contemporary
 China, LIU JIANG, direttore di Xinhua Europe Bureau, discuteranno del
 debito sovrano europeo e della situazione della Cina a una tavola
 rotonda coordinata da GIANDOMENICO MAGLIANO, direttore generale per la
 mondializzazione Ministero degli Affari Esteri, insieme a GEMINELLO
 ALVI, LORENZO STANCA, FEDERICO RIGGIO, FEDERICO MASINI, CLAUDIA
 ASTARITA E ALESSANDRA SPALLETTA.
 "EUROPA-CINA: LA VIA DELLA SETA DEL NUOVO MILLENNIO", è lo slogan
 della conferenza promossa dal Ministero degli Affari Esteri, Ministero
 per i Beni e le attività culturali, Roma Capitale, Musei in Comune,
 Camera di commercio Roma, in collaborazione con Agi e Xinhua. La
 conferenza chiuda la BIENNALE INTERNAZIONALE DI CULTURA "VIE DELLA
 SETA " organizzata da Zetema Progetto Cultura", società in-house di
 Roma Capitale. Qual è lo snodo cruciale della nuova via della seta?
 L'euro rappresenta uno strumento politico nel confronto della Cina con
 gli Stati Uniti. Pechino non vuole un mondo dominato da un'unica
 moneta di riferimento, il dollaro. La Cina ha un interesse politico ad
 allontanarsi dal biglietto verde e diversificare le riserve valutarie
 verso una maggiore acquisizione della valuta dell'Eurozona. Oggi che
 le nubi sembrano dissiparsi e si comincia a intravedere una via
 d'uscita alla crisi del debito pubblico che ci azzanna, i cinesi sono
 meno restii a investite in titoli di stato italiani.

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