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Apr 0815

L'atomica cinese

Pubblicato da Iperio alle 17:02 in Politica


Image copywright by Gala

words by Iperio

L'atomica cinese


Un secolo fa un'oscura profezia metteva in guardia l'occidente dal pericolo giallo.
Molti pensarono alla rivolta dei boxer, pensando che avrebbe dato seguito alla cacciata dei bianchi dall'Asia.
In seguito altri videro nel Giappone imperiale o nella Cina comunista di Mao, la manifestazione di quello spaventoso pericolo: un regista si divertì a mostrarci i carri armati dell'Armata Rossa cinese filare sotto la Tour Eiffel e gli ufficiali cinesi a passeggio per gli Champs Elysees.
Il grande Guccini evocò l'atomica cinese.
Ma l'idea di una Cina in grado di imporsi come prima potenza al mondo faceva un po' sorridere.
Dietro agli USA ed all'URSS, la potenza cinese sembrava destinata ad un ruolo di eterna potenza provinciale, priva di una precisa identità egemonica e tutto sommato isolata in alleanze di nicchia quali quella con l'Albania o con la Corea del Nord.
Se Mao vedesse oggi la Cina sorriderebbe.
Se il comunismo cinese attuale è qualcosa di profondamente diverso da quello che Lui immaginava e intendeva realizzare scientificamente, la Cina è ormai la prima potenza mondiale, ed ha già vinto la prima gigantesca battaglia della terza guerra mondiale, quella economica.
La Cina oggi vanta un credito di 1600 miliardi di dollari con l'occidente (fonte La Repubblica).
Ciò significa che le nostre spedizioni "liberatrici" in Iraq ed Afghanistan sono permesso solo dal capitale cinese.
E mentre le armate occidentali si sono impantanate in medio oriente grazie alla strategia miope e sconsiderata di ex direttori della CIA promossi a Presidenti, le armate economiche cinesi si sono mangiate l'africa e l'asia: India Corea Singapore e Indonesia, gli stati più moderni, si stanno allineando politicamente al colosso cinese; in africa nessuno osa contestare le olimpiadi cinesi, hanno altro di cui occuparsi, che del Tibet, della loro fame endemica.
Paradossalmente il comunismo cinese, corteggiando in maniera brillante il "mercato", l'idolo pagano dell'occidente post comunista, lo ha conquistato e preso prigioniero.
La colpa è di economisti e manager delle grandi istituzioni finanziarie internazionali, che hanno lucrato sulla possibilità di acquistare servizi e prodotti cinesi a basso costo, ben contenti di mettere in crisi in questo modo le forse lavorative e sociali dell'occidente, senza pensare alle conseguenze e riuscendo ad arricchirsi individualmente, a volte, impoverendo la collettività.
Se io scelgo di far produrre i miei jeans in Cina, invece che in Lombardia o in California, utilizzo la manodopera schiavizzata a costo quasi zero, non ho problemi sindacali, ho vantaggi fiscali e sto tranquillo.
I miei ex operai sindacalizzati vadano pure in cassa integrazione, si cerchino un'altra attività!
Col beneplacito di economisti e politici, pronti a riempirsi la bocca di libero mercato e flessibilità e leggi della concorrenza.
Se io acquisto servizi e prodotti cinesi, li pago poco e li uso bene, mi arricchisco.
Che importa a me che poi i cinesi non comprano beni e servizi occidentali e che quindi la nostra economia si indebolisce?
Così cresce una classe media cinese in grado di sostenere l'inflazione, comprando poco e risparmiando molto, ma cominciando ad essere interessata oggi a prodotti di lusso che già acquista in occidente, domani a proprietà immobiliari, azioni e qualsiasi altra cosa le interessi, senza peraltro indebitarsi come facciamo noi europei (dell'ovest e dell'est) ed americani.
Così crescono le banche cinesi, che dietro una pianificazione molto accurata preparano offensive strategiche su tutti i mercati, intenzionate a scalzare gli istituti finanziari occidentali.
Attualmente ogni cittadino americano deve 4.000 dollari ad ogni cinese: questo mette davvero in secondo piano le elezioni presidenziali statunitensi. Per la prima volta nella storia, da un migliaio di anni, una economia non occidentale è al primo posto.
Mentre gli occidentali continuano a credersi i gendarmi del mondo, e a combattere con gli arabi una guerra sottaciuta che impegna miliardi di dollari ed euro senza riuscire ad impedire attentati come quelli di Londra e Madrid, senza nemmeno riuscire a prendere un evanescente fantomatico Osama, le manifestazioni anti cinesi faticano veramente a trovare il consenso dei governi americani ed europei.
È veramente ora che questi ultimi prendano una posizione ed inizino a parlare di cose serie.
A cominciare dal nostro futuro governo.
Come in passato, tutte le genti che ci hanno conquistato, sono state conquistate dalla nostra cultura e dalle nostre arti. È la nostra strategia migliore.

 

(i dati citati sono tratti da articoli e da un editoriale de La Repubblica)

 

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