L'Unione Astronomica Internazionale (UAI) ha deciso oggi con una risoluzione storica di definire una nuova categoria di pianeti, i PIANETI NANI. Di conseguenza il sistema solare ha da oggi solo otto pianeti membri, (Mercurio, Venere, Terra, Marte, Giove, Saturno, Urano e Nettuno). Dopo una tumultuosa settimana di discussioni l' UAI ha deciso di ritirare la qualifica di pianeta a Plutone, scoperto nel 1930, approvando una definizione che dovrebbe porre fine alle controversie che sin dai tempi di Copérnico, hanno fatto discutere gli astronomi.
La UAI ha deciso che un pianeta è "un corpo celeste che orbita attorno a una stella, pur non essendo una stella essa stessa, con una massa sufficente a far sì che la propria gravità gli dia forma quasi rotonda, e abbia forza tale da ripulire le zone adiacenti alla sua orbita".
Vi sono dunque tre categorie di oggetti celesti planetari:
- pianeti classici (Mercurio, Venere, Terra, Marte, Giove, Saturno, Urano e Nettuno)
- pianeti nani (Cerere, Plutone, Caronte e Xena)
- altri oggetti planetari (satelliti come la Luna e asteroidi minori)
Plutone è stato scoperto dallo statunitense Clyde Tombaugh nel 1930, e benchè considerato un pianeta a tutti gli effetti per tutto il XX secolo, è sempre stato oggetto di discussioni a causa delle sue dimensioni piccole (2.300 km di diametro, meno della Luna) e della sua orbita irregolare che interferisce con quella di Nettuno.
Nel 2003, la scoperta di UB313, oggi il maggior pianeta nano, chiamato temporaneamente Xena (nome ispirato alla principessa guerriera dei telefilm, ma che verrà probabilmente cambiato per omogeneità con gli altri pianeti classici e nani che recano nomi mitologici e forse sarà Persefone, moglie di Plutone) dal suo scopritore, il californiano Michael Brown, ha fatto aumentare i dubbi su Plutone che peraltro sarebbe un pianeta nano doppio, essendo legato al suo gemello (o satellite) Caronte.
La UAI aveva proposto inizialmente come avevo riportato giorni fa, che Plutone, Caronte, Xena, Cerere fossero promossi tutti al rango definitivo di pianeti ma tale tesi è stata appoggiata solo da 300 dei 2.500 scienziati riuniti a Praga.
Personalmente, dalle notizie disponibili ancora incomplete, sembra difficile a questo punto capire perchè Caronte, che ruota attorno o con Plutone sia un pianeta nano e la Luna no.
Plutone e Caronte
Caratteristiche principali di questo remoto pianeta nano sono l'inclinazione dell'orbita sul piano dell'eclittica (17,2°) e l'elevata eccentricità (0,25) per effetto della quale, quando è al perielio, Plutone si avvicina al Sole più di Nettuno.
Plutone è ancora poco conosciuto a causa del suo piccolo diametro apparente. Alcuni astronomi avanzano l'ipotesi che sia stato un satellite di Nettuno spinto su un'orbita insolita da un eccessivo avvicinamento a Tritone.
La bassa temperatura superficiale media, inferiore ai -220 °C, porta a pensare che la maggior parte dei materiali si trovino in forma liquida o solida sulla superficie del pianeta.
Ulteriori informazioni su Plutone sono state ottenute recentemente, in seguito alla scoperta (22 giugno 1978), da parte di J. Coristi, di un satellite, Caronte, che ha permesso una determinazione più attendibile dei parametri fisici del pianeta.
Oggi si sa che Plutone ha un diametro che supera i 2300 km, una massa che è 1/400 di quella terrestre e, quindi, bassa densità media (0,7 g/cm3).
Caronte ha un diametro di 1000 km circa; il suo periodo di rivoluzione è uguale a quello di rotazione di Plutone, per cui nel cielo di Plutone, Caronte resta sempre fermo nella stessa posizione. La distanza di Caronte dal pianeta è di appena 17.000 km e questo spiega perché nelle fotografie Caronte appaia solo come una deformazione del bordo dell'immagine di Plutone.
Cerere
Il nome di Cerere fu assegnato a uno dei satelliti di Giove, da Giovan Domenico Cassini, nato a Perinaldo (Imperia) nel 1625 e poi chiamato da Colbert a potenziare e dirigere l'Osservatorio astronomico di Parigi, dove lo Scienziato morì nel 1712.
Cerere (secondo la designazione asteroidale, 1 Ceres, dal latino Cerēs) è l'asteroide più massiccio della fascia principale del sistema solare; fu inoltre il primo ad essere scoperto. Il suo diametro è di circa 950 km, e la sua massa è pari al 40% di quella di tutti gli altri asteroidi della fascia principale messi insieme. Per questi motivi Cerere è l'unico asteroide del sistema solare interno ad essere considerato un pianeta nano, alla stregua di Plutone e di 2003 UB313.
La fascia di Edgeworth-Kuiper contiene ad ogni modo oggetti molto più grandi di Cerere; oltre ai pianeti nani già citati, basti ricordare Quaoar, Orco e Sedna.
2003 UB313
2003 UB313 è il più grande pianeta nano del sistema solare attualmente conosciuto, e l'oggetto più massiccio dopo il Sole e gli otto pianeti tradizionali; si tratta di un oggetto ghiacciato orbitante nel sistema solare esterno.
2003 UB313 appartiene al disco diffuso, ed è il più grande fra oggetti trans-nettuniani. Come sottolineato dagli astronomi californiani dell'Osservatorio di Monte Palomar, l'oggetto è sicuramente più grande di Plutone.
Originariamente soprannominato il Decimo Pianeta dagli scopritori, dalla NASA e dai media, l'oggetto è stato classificato come un pianeta nano dall'Unione Astronomica Internazionale, nella stessa occasione - l'assemblea generale del 24 agosto 2006 - in cui l'organismo ha promulgato definitivamente la definizione ufficiale di pianeta.
La stessa UAI non ha ancora emanato una designazione definitiva per l'oggetto. La comunità astronomica è solita citare 2003 UB313 con il nome informale di Xena, in onore della principessa guerriera di una nota serie tv statunitense; gli scopritori hanno anche utilizzato, in passato, l'espressione Planet Lila (come la figlia appena nata di Michael Brown, Lilah Brown). In accordo con le regole dell'UAI, tutti gli oggetti della fascia di Kuiper devono essere battezzati con nomi di divinità della creazione o degli inferi.
Il diametro dell'oggetto, misurato dal telescopio spaziale Hubble, è stimato intorno ai 2400 km, con un'incertezza di ±100 km. L'albedo superficiale sembra essere molto alta (0,86 ±0,07) e le prime osservazioni indicano che sulla superficie dell'oggetto è presente del metano ghiacciato. Entrambe queste proprietà lo rendono più simile a Plutone di tutti i grandi planetoidi del sistema solare esterno finora scoperti.
L'oggetto 2003 UB313 possiede un satellite del diametro di circa 250 km, informalmente noto come Gabrielle (dal nome della compagna di Xena, nota in italiano come Olimpia); la sua designazione provvisoria ufficiale è S/2005 (2003 UB313).
fonte Wikipedia.
Mitologia
Ade è uno dei tre padroni che si divisero il comando dell'Universo dopo la vittoria sui Titani. Mentre Zeus otteneva il Cielo e Poseidone il Mare, egli si vedeva attribuire il mondo sotterraneo, gli Inferi, o Tartaro, dove regnava sui morti. E' un padrone impietoso, che non permette a nessuno dei suoi sudditi di ritornare tra i viventi; detestato dagli dei e temuto dagli uomini, è assistito da demoni e da svariati geni che sono posti sotto i suoi ordini (per esempio Caronte il traghettatore, ecc.). Il suo nome, che significa "l'Invisibile", non era di solito pronunciato, poiché si temeva, interpellandolo, di eccitare la sua collera. Così lo si designava con eufemismi, il più ricorrente dei quali era Plutone (il "Ricco"), allusione alla ricchezza inesauribile della terra, tanto della terra coltivata, quanto delle miniere ch'essa cela. Perciò Plutone è spesso rappresentato mentre tiene un corno dell'abbondanza, simbolo di quella ricchezza.
Vicino a lui regna Persefone (la Proserpina romana), non meno di lui crudele e inflessibile con i sudditi, che era stata rapita dal dio un giorno che giocava con le sue compagne a raccogliere fiori nelle pianure della Sicilia.
Demetra (la Cerere dei Romani, dea delle messi), madre di Persefone, nel vagare a lungo alla ricerca della figlia aveva trascurato la terra, provocandone il rinsecchimento, e aveva sconvolto l'ordine del mondo, ma alla fine aveva ottenuto che Zeus ordinasse ad Ade di restituirle Persefone; Ade tuttavia aveva preso le sue precauzioni, facendo mangiare alla fanciulla un chicco di melagrana; ora, chi avesse visitato l'Impero dei morti, e qui si fosse cibato di qualcosa, non sarebbe più potuto risalire al soggiorno dei vivi. Perciò Demetra dovette addivenire a un compromesso: Persefone avrebbe diviso l'anno tra gli Inferi e sua madre. Così ogni primavera Persefone fugge dal soggiorno sotterraneo insieme ai primi germogli che spuntano dai solchi, ma torna di nuovo fra le ombre al momento della semina; il suolo rimane sterile per tutto il tempo in cui ella resta separata da Demetra: è la stagione triste dell'inverno.
Demetra, figlia di Crono e di Rea, è la dea della terra coltivata. Nel mito è strettamente legata alle vicende della figlia Persefone e quindi all'alternarsi delle stagioni, ma intervenie nel mito di Poseidone da cui fu amata, e in tutte le vicende connesse con le messi: la si collega con l'invenzione del mulino e con la coltivazione dei legumi, e se narrano le sue dispute con Efesto e con Dioniso per il possesso della Sicilia e della Campania, entrambe regioni fertilissime.
Il nome Ade designava anche genericamente l'oltretomba, come presso i Romani Averno stava per "regno dei morti". Ade-Plutone viene raffigurato, nell'arte antica, con caratteri cupi nel volto, barbuto, vestito di un chitone e di un pesante mantello; suo attributo caratteristico è il cane Cerbero, tricipite. In pitture tombali etrusche appare con una pelle di lupo sulla testa.
Eracle porta il cane Cerbero da Euristeo, che gli aveva imposto le mitiche "dodici fatiche". L'eroe riesce a scendere negli Inferi con l'aiuto degli dei, dopo essere stato iniziato ai misteri eleusini, attraverso i quali gli uomini imparavano come raggiungere felicemente il regno dei morti.
La topografia del regno degli Inferi è piuttosto complessa e varia, a partire dalle sue porte d'entrata, poste, a secondo delle leggende e tradizioni, ora nelle terre dei Cimmeri, ora in Campania presso il lago di Averno, ora in Sicilia, ora in Arcadia. Di esso fa parte in un certo senso anche l'Elisio (i Campi Elisi di Virgilio), come dimora ultraterrena degli eletti, mentre agli empi è riservato il Tartaro quale luogo di pena. L'Elisio viene localizzato da Omero all'estremità del mondo, e da Esiodo, col nome di Isole dei Beati, presso le correnti dell'oceano; è infatti la sede del dio Oceano, che ha generato con la moglie Teti tutte le acque e quindi anche i quattro fiumi che scorrono nel mondo sotterraneo: Acheronte, Cocito, Flegetonte e Stige.
Acheronte è il nome antico di molti fiumi; il più noto era tuttavia quello della Tesprotide in Epiro, in parte sotterraneo, che forma presso il mare la palude Acherusia; perciò si credette che vi si trovasse l'ingresso agli Inferi ed esso divenne il principale dei fiumi dell'Ade, nominato per la prima volta nell'Odissea; le anime potevano trapassarlo solo se i loro corpi fossero stati sepolti; venivano traghettate dal nocchiero Caronte, al quale dovevano pagare un obolo per il trasporto, per cui alla sepoltura si usava mettere in bocca al morto una monetina. Nel mondo latino il nome di Acheronte indicò in genere il regno dell'oltretomba.
Cocito è un altro dei fiumi infernali; menzionato già da Omero, in esso sono immersi, secondo la descrizione di Platone nel Fedone, i peccatori comuni. (Nell'Inferno dantesco il Cocito è la confluenza di tutti i fiumi infernali e forma la "gelata" dell'ultimo "cerchio", dei traditori).
Il Flegetonte (in greco "ardente"), detto talora anche Piriflegetonte, nella mitologia greco-romana si unisce al Cocito nel formare l'Acheronte. Dal suo fuoco, secondo il mito esposto nel Fedone platonico, deriverebbero le lave vulcaniche. I mitografi e i poeti immaginarono che vi si punissero parricidi, briganti e tiranni.
Lo Stige in Omero e in Esiodo è il fiume dell'oltretomba per eccellenza e appare come "acqua di Stige", quest'ultima considerata una dea infernale (un'Oceanina figlia della Titanide Teti, oppure figlia della Notte e di Erebo); la sua acqua aveva proprietà magiche e proprio in questo fiume la Nereide Teti avrebbe immerso il figlio Achille per renderlo invulnerabile; e sull'acqua di Stige giuravano gli dei, che subivano castighi terribili se non rispettavano il giuramento. Gli effetti dello spergiuro sono in un brano interpolato della Teogonia, che offre altri particolari sulla natura di quest'acqua fatale: essa rappresenta un braccio dell'Oceano, equivalente a un decimo del fiume iniziale, e forma con gli altri nove le nove spire con cui il fiume circonda il disco della terra. Questa cifra delle nove spire si ritrova nella descrizione virgiliana dello Stige infernale, il quale circonda con i suoi meandri il regno degli Inferi. Nell'Odissea lo Stige è più chiaramente definito come fiume; poi, nella tradizione posteriore, la figura della divinità tende a scomparire e prevale un'antichissima tradizione (peraltro già omerica) che fa derivare dallo Stige fiumi terrestri, o addirittura l'dentifica in corsi d'acqua o paludi, presso le quali sarebbe stato l'ingresso dell'oltretomba.
fonte: http://www.sullacrestadellonda.it/mitologia/inferi.htm







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